Nel libro per il quale Elie Wiesel è
maggiormente famoso, vale a dire Notte (edizione tascabile
della Bantam, 1960), che è una lettura raccomandata in
molte scuole pubbliche da una parte all'altra del mondo, Wiesel
dipinge un'immagine orripilante della vita ad Auschwitz dall'Aprile
del 1944 al Gennaio del 1945, quando egli era lì. Sebbene
molte centinaia di migliaia di ebrei vennero presuntamente gassati
lì durante questo periodo, Wiesel non fa menzione in nessuna
parte del suo libro di gassazioni o di camere a gas, come Jurgen
Graf e Robert Faurisson ci hanno mostrato (vedi la tavola compilata
da J. Graf alla fine del testo di R. Faurisson, "Witnesses
to the Gas Chambers of Auschwitz", in: G. Rudolf (editore),
Dissecting the Holocaust, seconda edizione, Theses &
Dissertations Press, Chicago, IL, 2003, p.144, www.vho.org/GB/Books/dth/fndwitness.html
). Egli afferma tuttavia di aver visto fiamme dai camini del crematorio
e di aver visto il dr. Mengele che indossava un monocolo. Entrambe
le affermazioni sono chiaramente menzogne, poiché i forni
crematori di Auschwitz, riscaldati con coke, non potevano produrre
fiamme che passassero attraverso 15 metri di canna fumaria e 30
metri di camino (vedi Carlo Mattogno, "Flames and Smoke from
the Chimneys of Crematoria", The Revisionist 2 (1), 2004,
pp.73-78, www.vho.org/tr/2004/1/Mattogno73-78.html
).
Quando i russi stavano per invadere Auschwitz nel Gennaio del
1945, sia Elie che suo padre "scelsero" di andare ad
Ovest con i "nazisti" e le SS in ritirata, piuttosto
che essere "liberati" dal più grande alleato
dell'America. Essi avrebbero potuto parlare di Auschwitz al mondo
intero nel giro di pochi giorni -- ma, sia Elie che suo padre,
come pure innumerevoli migliaia di altri ebrei, scelsero invece
di viaggiare verso Ovest con i "nazisti" a piedi, di
notte e nel mezzo di uno degli inverni più freddi, e di
continuare quindi a lavorare per la difesa del Reich. In effetti,
essi scelsero di collaborare.
Alcune delle esatte parole di Wiesel in Notte sono (p.78):
"La scelta stava nelle nostre mani. Per una volta potevamo essere noi a decidere il nostro destino. Entrambi potevamo rimanere nell'ospedale, dove potevo, grazie al mio dottore, farlo entrare [il padre] come paziente o infermiere. Oppure potevamo seguire gli altri. 'Bene, che facciamo, padre?' Egli stava in silenzio. 'Sfolliamo insieme agli altri', gli dissi."
Il racconto di Elie a questo proposito è avvalorato da altri resoconti di "sopravvissuti", incluso quello di Primo Levi. Nel libro di Levi Sopravvivenza ad Auschwitz, abbiamo le sue parole per il 17 Gennaio del 1945:
"Non era una questione di ragionamento: anch'io avrei seguito probabilmente l'istinto del gregge se non mi fossi sentito così debole: la paura è supremamente contagiosa, e il suo effetto immediato è di indurre una persona a cercare di fuggire."
Ma qui si sta parlando di fuggire con
i "nazisti" -- e non "nazisti" che erano semplice
truppa ma presuntamente il peggio del peggio. Qui si sta parlando
di fuggire con gli stessi "nazisti" che avevano presuntamente
effettuato il più grande sterminio immaginabile di ebrei
ed altri nell'intera storia dell'universo. Qui si sta parlando
di fuggire con persone che avevano presuntamente eseguito l'omicidio
giornaliero di migliaia di persone per diversi anni. Ma, secondo
le sue stesse parole, egli sarebbe nondimeno andato via con loro,
se non fosse stato che non si sentiva bene quel giorno; egli si
sentiva debole. La "paura" che lo sopraffaceva era chiaramente
paura dei russi e non dei "nazisti"; non esiste menzione
della paura di quello che i "nazisti" e le SS avrebbero
potuto fare quando gli sfollati sarebbero entrati nella foresta
o qualche tempo dopo.
Le scelte che vennero compiute in quel luogo nel Gennaio del 1945
sono enormemente importanti. Nell'intera storia della sofferenza
ebraica per mano dei gentili quale momento avrebbe potuto essere
più drammatico di questo momento prezioso in cui gli ebrei
potevano scegliere tra, da un lato, la liberazione per mano dei
sovietici con la possibilità di raccontare a tutto il mondo
della malvagità "nazista", e di contribuire alla
sua sconfitta-e l'altra scelta di andare con gli sterminatori
"nazisti", e di continuare a lavorare per loro, aiutandoli
a preservare il loro regime malvagio? Nella grande maggioranza
dei casi, essi scelsero di andare con i "nazisti".
L'importante scelta fa venire in mente l'Amleto di Shakespeare:
"Rimanere, o non rimanere; questo è il problema":
rimanere ed essere liberati dalle truppe sovietiche e rischiare
le loro cinghie e i loro fucili per poter raccontare al mondo
intero dell'indegno "nazista" -- o portare braccia e
piedi contro un mare di freddo e oscurità per collaborare
con lo stesso indegno "nazista"? Oh quale angoscia --
questo è il punto cruciale! Così la coscienza ci
fa tutti codardi.
Così quale fu il risultato finale? -Qui sembra che possa
andar bene un rullo di tamburo in sottofondo, nel momento in cui
Vanna White viene sul palcoscenico con la busta sigillata e la
risposta per il grande enigma. La busta viene aperta e la scelta
è -- il tamburo rulla di nuovo -- secondo lo stesso Levi,
800 scelsero di rimanere ad Auschwitz, ma 20.000 scelsero di andare
via e di collaborare con gli sterminatori "nazisti".
Wow! Quale sorpresa-già!
Noi vediamo la stessa deliberata collaborazione pro-"nazi"
nei sopravvissuti della Lista di Schindler. Secondo la
loro storia ben conosciuta, quando i russi stavano per invadere
Plaszow, appena trenta miglia sulla strada ad Est di Auschwitz
nel Novembre del 1944, Schindler e più di un migliaio di
ebrei scelsero di andare ad Ovest con i "nazisti" in
ritirata piuttosto che restare indietro ed essere "liberati"
dai sovietici. Qualcuno passò persino le successive settimane
ad Auschwitz-e nessuno venne gassato, neppure nel film. La mistificazione
ha certamente avuto il suo tempo. Se ci fosse stato qualsivoglia
genere di sterminio di ebrei ad Auschwitz, gli ebrei di Cracovia
e di Plaszow lo avrebbero certamente saputo. Tutti gli ebrei che
si diressero ad Ovest in realtà hanno anche negato l'Olocausto,
sia pure solo con le loro mani e i loro piedi. Gli ebrei stessi
sono stati i primi veri negatori dell'Olocausto, ed è tempo
che abbiano tutto il credito che meritano.
L'analisi piuttosto semplice dei racconti dei sopravvissuti dell'Olocausto
che ho dato qui è una confutazione facile da comprendere
della mistificazione, in generale. Io esorto tutti i lettori a
riesaminare i resoconti dei sopravvissuti per proprio conto, ma
criticamente e sistematicamente. Internet, con motori di ricerca
come Google, permette a chiunque di analizzare testualmente migliaia
di resoconti di sopravvissuti onde trovare i punti deboli più
rilevanti del genere di cui ho trattato. Basta cercare parole
chiave come "evacuation" o combinazioni di parole come
"holocaust survivor Auschwitz".
Un messaggio implicito
C'è un messaggio implicito
ma anche taciuto nel revisionismo dell'Olocausto, un messaggio
che dovremmo esplicitare perché tale messaggio è
così scioccante da costituire attualmente un ostacolo rilevante
per il nostro lavoro in generale, e perciò dobbiamo affrontarlo.
Quando diciamo che la storia dell'Olocausto non è vera,
io credo che stiamo anche dicendo che c'è qualcosa di seriamente
sbagliato negli Stati Uniti d'America. La maggior parte degli
americani crede fermamente che l'America è ancora di gran
lunga la società più meravigliosa, più vicina
alla perfezione sotto ogni punto di vista che il mondo abbia mai
visto. Se l'Olocausto non è vero, allora ci deve essere
qualcosa di profondamente sbagliato negli Stati Uniti perché
la storia divulgata è abbracciata quasi universalmente
dai media, dalla stampa, e dalle istituzioni in generale. Poiché
l'America è così meravigliosa, i revisionisti devono
pertanto avere torto -- così funziona la pseudo logica
Il vero Olocausto
Donne e bambini giapponesi e tedeschi
vennero uccisi dagli Stati Uniti nel modo più orribile
che si possa immaginare -- bruciandoli vivi. Se i nazisti avessero
ucciso delle persone nelle camere a gas, un tale metodo sarebbe
stato comunque -- seppur criminale -- più umano e indolore
e persino più civilizzato a paragone di quello che gli
americani fecero davvero, persino quando, negli ultimi mesi di
guerra, non c'era serio pericolo per gli Stati Uniti. Fino ad
oggi in America, non c'è ancora alcun senso di vergogna
o alcuna traccia di scuse. Per favore: non siate fuorviati dal
falso argomento che furono i tedeschi che iniziarono il bombardamento
di obbiettivi civili e perciò non hanno nulla da lamentarsi.
Fu l'Inghilterra che iniziò il bombardamento deliberato
di obbiettivi civili già nel Maggio del 1940, a cui la
Germania, dopo molte esitazioni, rispose con la stessa moneta
nel Settembre del 1940. Il bombardamento giapponese di Pearl Harbor
-- che all'epoca non era parte degli Stati Uniti ma una semplice
colonia! -- era chiaramente finalizzato solo ad obbiettivi militari
senza alcuna responsabilità da parte delle donne e dei
bambini di Hiroshima o Nagasaki o Tokyo o di ogni altra città
giapponese. (Vedi "Poison Gas über Alles", di Friedrich
Paul Berg, The Revisionist, 1 (1), 2003, pp.37-47, www.vho.org/tr/2003/1/Berg37-47.html
)
Quando i detenuti dei vari campi di concentramento andarono ad
Ovest con le forze armate tedesche all'inizio del 1945 -- alcuni
di loro forzatamente, altri volontariamente -- molti di loro morirono
in quelle che oggi vengono chiamate "marce della morte".
Quello che oggi viene dimenticato, tuttavia, è il fatto
che milioni di civili tedeschi vennero parimenti coinvolti in
"marce della morte" durante quei mesi. L'irrompente
Armata Rossa compì un'autentica devastazione nell'Europa
orientale. I suoi effettivi deportarono e/o sterminarono senza
pietà tutti i collaboratori veri o sospettati, inclusi
molti detenuti dei campi di concentramento tedeschi, la maggior
parte dei quali aveva, dopotutto, aiutato lo sforzo bellico della
Germania. Raggiungendo le zone orientali della Germania, quasi
tutti i soldati dell'Armata Rossa parteciparono a stupri di massa,
a saccheggi, a furti, e uccisioni di tutto ciò che potevano
trovare. In conclusione, più di due milioni di tedeschi
persero le loro vite durante quegli eventi e le marce della morte
che ne conseguirono (vedi A.M. de Zayas, Terribile Revenge.
Ethnic Cleansing of East European Germans, 1944-1950, www.vho.org/store/UK/bresult.php?ID=120
; Antony Beevor, The Fall of Berlin 1945, www.vho.org/store/UK/bresult.php?ID=134
). Perciò, la maggior parte delle vittime delle "marce
della morte" non furono vittime delle SS, ma furono vittime
del caos della soccombente Germania, provocato dall'invasione
dell'Armata Rossa ad Est e dai bombardamenti a tappeto degli Stati
Uniti e della Gran Bretagna.
Così, davvero Auschwitz venne liberata dall'Armata Rossa?
Poteva qualcuno essere liberato da quell'esercito? La risposta
è, naturalmente, NO. Auschwitz venne occupata dall'Armata
Rossa, come tutti gli altri campi. Come vennero occupate l'Ucraina,
la Polonia, la Cecoslovacchia, l'Ungheria, la Romania, l'Estonia,
la Lituania, la Lettonia, e la Bulgaria. Il regime duro delle
SS nei campi e delle forze di occupazione tedesca nella maggior
parte di questi paesi venne rimpiazzato dal terrore dell'Armata
Rossa, che era molto peggio di qualunque cosa i tedeschi avessero
fatto. Tutti sapevano quello che li stava aspettando, così
milioni di ucraini e di civili degli stati baltici cercarono di
spostarsi ad Ovest con i tedeschi in ritirata sin dal 1943.
I detenuti di Auschwitz non si comportarono in modo differente.
Essi, parimenti, sapevano quello che li attendeva, e così
la maggior parte di coloro cui fu data l'opportunità di
scegliere se andar via con i tedeschi o di rimanere, scelse di
andar via con i tedeschi piuttosto che essere terrorizzata dai
sovietici. Questo è anche provato dal fatto che innumerevoli
migliaia di quei detenuti di Auschwitz che andarono ad Ovest con
i tedeschi sopravvissero alla guerra e possono raccontare oggi
la loro storia talvolta abbastanza contorta. È stato affermato
che c'era almeno un milione di tali sopravvissuti dell'Olocausto
nel 2000. Calcolando a ritroso fino al 1945 devono esservi stati
almeno cinque milioni di tali sopravvissuti a quell'epoca. Controlla
le cifre! (vedi G. Rudolf, "Holocaust Victims: A Statistical
Analysis", in G. Rudolf (editore), Dissecting the Holocaust,
seconda edizione, Theses & Dissertation Press, Chicago, IL,
2003, pp.209-211, www.vho.org/GB/Books/dth/fndstats.html
)
Anche il governo britannico sapeva cosa attendeva quelli che sarebbero
stati "liberati" dai sovietici. Il 29 Febbraio del 1944,
il ministero inglese dell'informazione mandò il seguente
dispaccio all'alto clero inglese e alla BBC:
"Signore,
Mi è stato ordinato dal Ministero di inviarvi la seguente
lettera circolare:
È sovente dovere del cittadino e del pio cristiano di chiudere
un occhio sulle caratteristiche di coloro che sono associati con
noi. Ma viene il tempo in cui tali caratteristiche, mentre rimangono
negate in pubblico, devono essere prese in considerazione quando
è richiesta un'azione da parte nostra.
Noi conosciamo i metodi di governo impiegati dal dittatore bolscevico
nella Russia stessa grazie, per esempio, agli scritti e ai discorsi
dello stesso Primo Ministro durante gli ultimi venti anni. Noi
sappiamo come l'Armata Rossa si è comportata in Polonia
nel 1920 e in Finlandia, Estonia, Lettonia, Galizia e Bessarabia
solo recentemente.
Dobbiamo, perciò, tener conto di come l'Armata Rossa certamente
si comporterà quando invaderà l'Europa centrale.
A meno che non vengano prese delle precauzioni, gli orrori ovviamente
inevitabili che ne risulteranno, provocheranno una tensione inopportuna
sulla pubblica opinione di questo paese.
Noi non possiamo cambiare i bolscevichi ma possiamo fare del nostro
meglio per salvare loro -- e noi -- dalle conseguenze dei loro
atti. Le rivelazioni del passato quarto di secolo renderanno le
semplici smentite poco convincenti. La sola alternativa alle smentite
è distrarre l'attenzione pubblica dall'intero argomento.
L'esperienza ha mostrato che la migliore distrazione è
la propaganda nera diretta contro il nemico. Sfortunatamente il
pubblico non è più influenzabile come nei giorni
della "fabbrica di cadaveri", dei "bambini belgi
mutilati" e dei "canadesi crocifissi".
La Vostra cooperazione è perciò vivamente richiesta
per distrarre l'attenzione pubblica dalle azioni dell'Armata Rossa
mediante il vostro incondizionato appoggio alle accuse contro
i tedeschi e i giapponesi che sono state e che saranno messe in
circolazione dal Ministero.
La Vostra espressione di fede in tali accuse potranno convincere
altri.
Io sono, Signore, vostro servo devoto.
(Firmato) H. Hewet, ASSISTENTE SEGRETARIO.
Il Ministero non può entrare in corrispondenza di alcun
genere riguardo a questa comunicazione che deve solo essere resa
nota a persone responsabili."
(Fonte: Edward J. Rozek, Allied Wartime Diplomacy, John
Wiley & Sons, New York 1958, pp.209f.; Rozek fornisce come
propria fonte: Polonia, Official Government Documents,
Vol. LVI, Doc.78)
Quello che si dispiegò negli anni successivi fu esattamente
questo: propaganda nera per nascondere i crimini contro l'umanità
commessi non solo dall'Armata Rossa ma anche dagli alleati occidentali.
La vera liberazione di Auschwitz -- una liberazione dalle distorsioni,
dalle esagerazioni, dalle menzogne, e dalla censura legale --
deve ancora venire.
Germar Rudolf
Chicago, 27 Gennaio 2005.
Germar è oggi in galera in Germania.
L'indirizzo elettronico (URL) di questo documento è: <http://aaargh-international.org/ital/chom.html>
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